La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo, deputata alla sintesi degli ormoni tiroidei tiroxina (T4) e triiodotironina (T3). La sua attività è regolata dall’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide. In particolare, l’ipofisi, localizzata alla base dell’encefalo, produce l’ormone tireotropo (TSH), che stimola la tiroide alla produzione e alla secrezione degli ormoni tiroidei.

DEFINIZIONE ED EZIOLOGIA
La tiroidite di Hashimoto, o tiroidite cronica autoimmune, è una patologia caratterizzata da un processo infiammatorio cronico della ghiandola tiroidea sostenuto da un’alterata risposta del sistema immunitario.
In condizioni fisiologiche, il sistema immunitario riconosce e difende l’organismo dagli agenti estranei. Nella tiroidite di Hashimoto, invece, si verifica una risposta autoimmune diretta contro componenti della tiroide, con produzione di autoanticorpi anti-tiroide. Il progressivo danno del tessuto tiroideo può determinare una riduzione della capacità della ghiandola di sintetizzare una quantità adeguata di ormoni tiroidei, conducendo allo sviluppo di ipotiroidismo.
L’eziologia delle malattie autoimmuni non è ancora completamente definita. La tiroidite di Hashimoto è una patologia molto frequente, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile e nei soggetti con familiarità per malattie tiroidee autoimmuni o per altre patologie autoimmuni.

MANIFESTAZIONI CLINICHE ED EVOLUZIONE
La tiroidite di Hashimoto rappresenta una delle principali cause di ipotiroidismo. L’alterazione della funzione tiroidea tende generalmente a instaurarsi in maniera graduale e progressiva, nell’arco di diversi anni.
La ridotta produzione di ormoni tiroidei può determinare una sintomatologia variabile, comprendente astenia, sonnolenza, aumentata sensibilità al freddo, xerosi cutanea, stipsi e incremento ponderale.
Possono inoltre comparire bradicardia, crampi muscolari e alterazioni delle funzioni cognitive, quali difficoltà di concentrazione e disturbi della memoria.

DIAGNOSI
La diagnosi della tiroidite di Hashimoto si basa sull’integrazione dei dati clinici, biochimici e strumentali. Gli esami ematici consentono di evidenziare la presenza degli autoanticorpi anti-tiroide, in particolare degli anticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e degli anticorpi anti-tireoglobulina (anti-Tg).
L’ecografia tiroidea costituisce un importante esame di completamento diagnostico nella valutazione della tiroidite cronica autoimmune. Si tratta di una metodica non invasiva che consente di valutare la morfologia e la struttura della ghiandola, identificando eventuali alterazioni compatibili con un processo infiammatorio e verificando la possibile presenza di nodularità tiroidee associate.
La valutazione della funzionalità tiroidea viene effettuata mediante il dosaggio di TSH, FT4 e FT3.
L’incremento del TSH rappresenta generalmente il primo segnale biochimico di una riduzione della funzione tiroidea e può precedere la successiva riduzione dei livelli di FT4.
In alcune circostanze può verificarsi, al contrario, una fase transitoria di ipertiroidismo, caratterizzata da una riduzione del TSH. Tale condizione, definita hashitossicosi, è generalmente transitoria e tende a risolversi spontaneamente nell’arco di alcune settimane. Una particolare attenzione deve essere riservata alle donne in gravidanza e nel periodo postpartum. Le modificazioni della risposta immunitaria associate alla gravidanza e alla fase successiva al parto possono infatti favorire la manifestazione clinica di un’autoimmunità tiroidea precedentemente non evidente e mettere in luce eventuali alterazioni della funzione tiroidea.
TERAPIA
Attualmente non sono disponibili trattamenti farmacologici in grado di eradicare definitivamente il processo autoimmune o bloccare in maniera permanente la produzione degli autoanticorpi anti-tiroidei.
Nei pazienti con tiroidite cronica autoimmune e funzione tiroidea conservata, in assenza di indicazioni specifiche, non è generalmente necessario instaurare una terapia ormonale sostitutiva. In presenza di ipotiroidismo, è invece indicata una terapia sostitutiva con levotiroxina, finalizzata a reintegrare gli ormoni tiroidei insufficientemente prodotti dalla ghiandola e a mantenere un adeguato controllo della funzione tiroidea.
FOLLOW-UP
Una volta posta la diagnosi di tiroidite di Hashimoto, il monitoraggio periodico degli autoanticorpi tiroidei non è generalmente necessario, poiché i loro livelli possono presentare fluttuazioni nel tempo e non costituiscono un parametro affidabile per valutare la progressione della malattia.
Il follow-up si basa principalmente sulla valutazione della funzione tiroidea, attraverso il controllo periodico del TSH e degli ormoni tiroidei. Tale monitoraggio permette di verificare nel tempo la funzionalità residua della ghiandola e, nei pazienti sottoposti a terapia sostitutiva, di valutare l’adeguatezza del dosaggio di levotiroxina, apportando eventuali modifiche terapeutiche quando necessario.

Dottoressa Rosalinda Casablanca
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo




